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La battaglia di Salviamo le Apuane sta diventando sempre più europea, nel momento in cui scrivo una troupe della televisione nazionale tedesca sta facendo un servizio da mandare in prima serata su quello che è…
Clean Climbing 2012, un’iniziativa di MW e dell’Accademico
Un premio a chi individua e segnala vie alpinistiche di stampo classico, adeguatamente proteggibili con protezioni mobili. L’iniziativa battezzata “Clean Climbing 2012” è di Mountain Wilderness Italia e del Club Alpino Accademico Italiano. E’ rivolta a tutti gli alpinisti interessati a riscoprire il valore e il fascino dell’arrampicata che non lascia tracce. “L’iniziativa”, è spiegato in un comunicato, “intende rafforzare il messaggio lanciato dal CAAI con i meeting “International TRAD Climbing” nella valle dell’Orco (2010 e 2012). Lo scopo non è quello di suggerire la superiorità del ‘clean climbing’ rispetto alle tecniche di assicurazione e protezione moderne, ma di contribuire a divulgare la possibilità di affiancare alle vie di arrampicata integralmente protette da spit e chiodi uno stile di arrampicata diverso, che si ispira alla tradizione ma la interpreta con uno sguardo nuovo, maggiormente consapevole delle sue valenze psicologiche, culturali e ambientali”.
Immagini, figure e motivi dal folklore apuano. “gli educatori possono dare solo due cose ai ragazzi : le radici e le ali” (I racconti sono stati in parte ripresi dal libro “Leggende e luoghi di paura fra Liguria e Toscana. 2. Massa-Carrara e provincia” di Carlo Gabrielli Rosi ; ed. Pacini, Pisa : 1993) Uno dei motivi di grande interesse che offrono le Alpi Apuane è la ricchezza del loro mondo sotterraneo. Considerato uno degli ambienti speleologici di maggior interesse richiama molti appassionati da tutta Europa.
E' ormai una presa di coscienza generalizzata, dopo il silenzio di decenni, appena scalfito dal grido di qualche "eroico" amante della montagna: la distruzione delle Apuane non è più possibile. Sarà una battaglia durissima, viste le resistenze, le opposizioni, gli interessi, i profitti ma il tempo della fine della monocoltura del marmo pare iniziato. L’Europa, dopo i grandi giornali e le televisioni italiane, sta cominciando a “vedere” quale sia il disastro che viene fatto sulle Apuane. Le immagini delle montagne –straordinari paesaggi- sventrate, tagliate, mutilate sono uscite fuori dal loro territorio: le cave non sono più solo un caso locale, di Carrara, di Massa, della Versilia.
L’espressione: “Si distruggono le montagne di Michelangelo per fare dentifricio” sta diventando un luogo comune, sulla stampa e nei mass media italiani ed europei. Dopo l’articolo di Veronique Mistaen su Reader'S Digest, è di oggi l’uscita sulla radio pubblica tedesca. Sembrerà strano ma non si parla delle Apuane come Geoparco dell’Unesco ma come luogo di quello che abbiamo chiamato il più grande disastro ambientale d’Europa. E il riconoscimento delle Apuane come Geoparco dell’Unesco sarà uno strumento eccezionale per far conoscere in Europa la distruzione delle Apuane.
La sicurezza in montagna è un tema di cui non si parlerà mai abbastanza e un'ennesima conferma di ciò l’ho avuta sabato 18 giugno. Per quella mattina avevo organizzato con altri due escursionisti un'ascesa al Pisanino passando dalla Bagola Bianca, ma già nei giorni precedenti il meteo aveva dato segnali di forte incertezza e variabilità: infatti avevamo assistito a diversi cambiamenti, culminati la sera del venerdì in una probabile giornata nuvolosa ma priva di precipitazioni.