• default style
  • blue style
  • green style
  • red style
  • orange style
Venerdì 23 Giu 2017
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Parole chiave
Stampa

Monte Maggiore della Calvana


Vaiano

La Calvana è una gruppo montuoso che si stacca dalla catena appenninica presso Poggio ai Prati e corre verso sud per circa 25 km.in direzione della città di Prato: raggiunge la sua massima altitudine con il Monte Maggiore (m.916) ed è caratterizzata da grande carsismo, scarsa vegetazione, rocce, dirupi, macchie fittissime ed impenetrabili. La Calvana è un nome che balza agli onori della cronaca, sui giornali ed in televisione, solamente quando c’è in atto il rapimento di qualche persona: qui sono stati tenuti prigionieri, in anfratti e macchie impenetrabili, diversi rapiti fra i quali anche Soffiantini; lo si può definire come il regno dei pastori sardi, ma sono anche montagne molto belle per fare trekking.


Simone osserva il panorama

Circa la costituzione geologica della Calvana, si può dire che la parte settentrionale, così come il vicino crinale appenninico, è costituita da arenaria macigno mentre quella meridionale è prevalentemente formata da calcari marnosi, alternati a scisti marnosi o arenacei; la forte presenza di calcare – alberese ha poi determinato notevoli fenomeni di carsismo. Come già accennato, dal punto di vista della vegetazione, la Calvana presenta una maggiore copertura boschiva nella parte settentrionale ed una maggiore estensione di cedui più radi e di pascoli in quella meridionale, dove già consistente è la natura calcarea dei suoli.


La vetta

Il versante nord è stato oggetto di numerosi rimboschimenti effettuati dal Corpo Forestale dello Stato (pino bianco, abete nero, ecc.) mentre il versante occidentale presenta un certo sfruttamento agricolo (oliveti, pascoli, ecc.); attorno al poggio di Montecuccoli si estende per circa 680 ettari il complesso demaniale della Calvana, costituito da fustaie resinose e di latifoglie e da castagneti cedui. A sud, invece, al di sotto della line a delle risorgive, predominano fitti boschi di cedui e di cipressi, intervallati da ampie coltivazioni e da uliveti sui terrazzamenti; nella fascia superiore, cedui più radi di querce e roverelle e, nella parte sommitale, vaste aree a pascoli. L’itinerario che andiamo ora a proporre ha inizio dalla località Croci di Calenzano (427 m.), posta proprio sul valico della Statale che unisce Calenzano al Mugello e ci permette di raggiungere la vetta più alta di tutta la catena, cioè il Monte Maggiore (916 m.).


Il boscoso versante ovest

In cima al valico delle Croci di Calenzano, proprio di fronte al piazzale e al Bar Ristorante, inizia una strada asfaltata che sale tra alcune villette, poi su spazi più aperti: la si segue fino ad oltrepassare un poligono di tiro al piattello, perché poco dopo ha inizio sulla destra un’ampia carrareccia (attenzione non si tratta di un sentiero segnalato ma, comunque, molto visibile: sarebbe il 44 P del CAI di Prato). Lasciamo l’auto e ci incamminiamo su questa strada che ci conduce ad una vasta radura che un tempo doveva essere coltivata: teniamo ora la sinistra, seguendo il contrafforte est del Monte Maggiore, e ci incamminiamo in un sentiero non segnalato ma molto evidente in quanto si tratta di un vero e proprio stradello che un tempo doveva costituire una strada di passaggio in quanto costruito e preparato dalla mano dell’uomo.


Il Bacino di Bilancino

La salita ora si fa veramente molto dura: il ripido sentiero costeggia sulla sinistra un bosco di pini, ridotto in pessime condizioni, mentre sulla destra si incontrano numerosissimi arbusti di biancospino e di ginepro: dopo circa un’ora di cammino abbandoniamo la boscaglia per uscire sulle vaste praterie del Maggiore e per raggiungere in altri 15 minuti il punto più alto (916 m.), posto sulla sinistra e contraddistinto da un cippo, sormontato da una piccola croce, installato dal CAI di Prato. Se sarete fortunati come lo siamo stati io (Aldo Innocenti) e Simone in una fredda giornata di Aprile, il panorama che si aprirà dinanzi ai vostri occhi sarà immenso e splendido: alle spalle tutto il Mugello con il vasto bacino di Bilancino, a destra e di fronte tutta la catena appenninica con il gruppo del Corno alle Scale in grande evidenza.

 


Appennino Tosco - Emiliano

 

Poi, andando con lo sguardo verso sinistra, il Gomito, il Rondinaio, e quindi alcune vette delle Apuane: la cima del Pisanino, la Tambura e il Sella, la Pania e la Pania Secca. Sulla sinistra tutta la vasta pianura compresa fra Prato e Pistoia con le due città ben visibili e, oltre la pianura, tutta la catena del Montalbano; un panorama veramente incredibile. Ai piedi della montagna la Val di Bisenzio con in primo piano Vaiano e la ferrovia Firenze – Roma: noi abbiamo visto anche un daino, ma evidentissime sono le tracce lasciate dai cinghiali. Come detto per raggiungere la vetta dal punto dove si lascia l’auto occorrono circa 1 h. e 15 minuti: il percorso inverso, invece, necessita di 1 h. di cammino per un itinerario totale di 2 h e 15 minuti.


Aldo sulla vetta


Faggio solitario sulle praterie di vetta

Sostieni AlpiApuane.com

AlpiApuane.com è un portale che si avvale della collaborazione di volontari ed appassionati; non beneficia di contributi pubblici di nessun genere e viene gestito ed aggiornato esclusivamente con risorse private.

Mailing list

Iscriviti per conoscere subito tutte le novità di questo portale

REGISTRAZIONE