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Martedì 17 Ott 2017
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Vinca - Colle di Nattapiana


Lo splendido monte Bardaiano

Questo itinerario, della lunghezza complessiva di 2,5 h. fra andata e ritorno, ha inizio da Vinca (808 m. s.l.m.) unico centro abitato dell’omonima valle ove scorre il torrente detto Lucido di Vinca: il paese è posto in una splendida posizione solatia, racchiusa in una conca formata a nord dalla Cresta Nattapiana e dal Pizzo d’Uccello, a est dalla Cresta Garnerone e dal Grondilice e a sud dal Sagro che formano così una grande cornice alpestre. Per raggiungere questo paese è necessario percorrere l’autostrada della Cisa (Parma – La Spezia), uscire al casello di Aulla e da seguire le indicazioni per Equi Terme che, per alcuni chilometri ,coincidono con la statale del Passo del Cerreto: ad un certo punto si abbandona questa statale e si svolta a destra seguendo le indicazioni per Equi; giunti a Ponte di Monzone, là dove si uniscono le acque del Lucido di Vinca e del Lucido di Equi, si gira ancora a destra, verso Vinca, così come ci indicano i cartelli stradali.


Uno strano albero lungo il sentiero

La strada, all’ingresso della valle, è dominata a nord dal paese di Monzone (277 m. s.l.m.), arroccato su una cresta rocciosa e costruito proprio in questa posizione strategica per controllare l’accesso alla valle, un tempo principale via di transito fra la Lunigiana e il Massese, accesso che, dalla parte opposta, era dominato dal Castellaccio (vedi itinerario Vinca – Equi Terme), arcigna fortificazione di cui rimangono numerosi resti, ancorché sepolti dalla fitta vegetazione, come abbiamo potuto constatare di persona. La strada procede, poi, nello stretto fondovalle e, prima che inizi a salire, sulla destra, notiamo un piccolo ponte in legno: da qui parte il sentiero che porta nel selvaggio vallone della Canalonga dove si trova l’ardita Lizza del Balzone (vedi itinerario per la Lizza del Balzone). A questo punto la strada inizia a inerpicarsi sul lato destro della valle e con dodici ripidi tornanti ci porta direttamente a Vinca.


La lizza del Balzone dal Nattapiana

Il paese, come già detto unico centro abitato della valle, è circondato da immensi e antichi castagneti, cresciuti su terrazzamenti artificiali, che sono fra i più belli di tutte le Apuane e che testimoniano l’antica attività degli abitanti di questo luogo, da sempre dediti alla coltivazione delle castagne. Pochi paesi come questo hanno mantenute intatte le loro caratteristiche: l’atmosfera è serena, c’è il solito silenzio dei paesi di montagna, l’ aria è pulita e la vita segue ritmi che altrove sono stati perduti per sempre. Purtroppo, però, anche Vinca, così come altri paesi delle Apuane, ha dovuto subire l’infamia nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale: nell’estate del 1944 le truppe del 16° Battaglione delle SS, al comando del maggiore Raeder, durante la ritirata verso il nord Italia, vi trucidarono 174 persone, per la maggiore parte donne, vecchi e bambini; un monumento posto nel cimitero del paese ricorda questa strage.


Aldo ed il monte Bardaiano

Giunti in paese non vi entriamo direttamente perché la strada non ha via d’uscita bensì prendiamo la strada di destra che lo costeggia sul lato inferiore fino ad arrivare ad una vecchia costruzione dove, al riparo di alcuni alberi, possiamo parcheggiare: il posto è riconoscibile perché vi sono sempre alcune sedie in quanto luogo di ritrovo per gli anziani del borgo. Una piccola curiosità: la strada procederebbe ancora asfaltata per alcuni chilometri fino a terminare del tutto improvvisamente all’inizio della valle; secondo il progetto iniziale doveva essere l’inizio di un collegamento di gran turismo con la zona di Massa e Carrara, attraverso i selvaggi valloni meridionali del gruppo del Sagro: bisogna aggiungere che, fortunatamente, il progetto non è stato completato altrimenti chi sa cosa sarebbe rimasto di questa valle che è, ripetiamo ancora una volta, una delle più belle e selvagge di tutte le Apuane.


Luca in vetta

Lasciata l’auto, andiamo a sinistra e incontriamo subito una grossa e bella fontana dove possiamo fare rifornimento d’acqua, anche perché non ne incontreremo più lungo il percorso: da qui seguiamo le indicazioni, per altro chiare e precise, per il sentiero CAI n. 190. Il sentiero, dalla parte alta del paese, sale fra i terrazzamenti e i castagneti della località Casali, prima di entrare in un fitto rimboschimento di conifere che sembra non finire mai: lo si percorre trasversalmente fino a che non si arriva alla fine della vegetazione. Qui il sentiero 190 svolta seccamente a sinistra e, aggirando un costone roccioso, conduce alla Foce dei Lizzari (m.1265) dove giunge la ferrata Domenico Zaccagna che proviene dalle Cave del Cantonaccio, precisamente dalla Casa dei Vecchi Macchinari (vedi itinerario per la ferrata di Foce Siggioli) posta nel Solco di Equi.


La via di Vinca intitolata al
nostro Presidente Giovanni Mazzanti

Io consiglio, invece, giunti a questo punto, di non seguire il sentiero 190 ma di andare dritti per giungere in pochi minuti, lungo un sentiero non segnato ma piuttosto evidente, al Colle di Nattapiana (m. 1250), 1,5 h. dalla partenza, posto in splendida posizione panoramica fra la Punta Nattapiana (m.1288) e il meraviglioso Monte Bardaiano (m.1409), famoso per la sua strapiombante parete nord. Questa parete infatti fu l’ultima, di tutte le Apuane, a essere vinta: non è delle più alte (350 m.) ma è di una verticalità quasi assoluta, anzi è leggermente strapiombante nella metà inferiore e rappresenta il prolungamento occidentale della grande muraglia nord del Pizzo d’Uccello. Dal Colle di Nattapiana si gode un ottimo panorama: con lo sguardo si domina tutta la Lunigiana e si vedono numerose vette delle Apuane, fra le quali spicca senz’altro il Sagro a sud e il bellissimo Monte Bardaiano a est, proprio sopra a dove ci troviamo.


La cresta Nattapiana

Si vede anche benissimo l’affilata cresta sulla quale si snoda la ferrata di Foce Siggioli. Dopo aver sostato e ammirato il panorama, possiamo fare ritorno a Vinca lungo il sentiero 190: in 1 h. di cammino facciamo ritorno al luogo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

Curiosità - Dato che anche andando in montagna si possono acquisire conoscenze che accrescano la nostra cultura, ritengo fare cosa utile pubblicare quello che afferma su Vinca il “Dizionario Corografico della Toscana” scritto nel 1855 dal cav. Repetti: si tratta di un libro eccezionale che tratta della nostra regione e dei suoi luoghi in rigoroso ordine alfabetico e con grande approfondimento. Il linguaggio è quello di 150 anni fa (siamo nel Granducato di Toscana!) ma affascina ancora oggi: tanto per dire a quei tempi Vinca si chiamava “Vinea”.


Aldo in vetta

Vinea in Val di Magra - Castello con chiesa parrocchiale (S. Andrea), nella comunità, giurisdizione e circa 8 miglia a ostro di Fivizzano, diocesi di Pontremoli, compartimento di Pisa. E’ uno dei castelli più alti dell’ Alpe Apuana Fivizzanese, mentre siede sulla schiena settentrionale e presso la cima del Monte Sagro, sul cui fianco meridionale esistono le preziose cave di marmi bianchi di Carrara. Nell’ articolo in cui si parlava di Forno Villa sul Trigido (ndr si tratta del paese di Forno, versante massese, dal quale nasce il fiume Frigido) doveva rammentare una lettera del 7 marzo 1512 scritta da Niccolò Machiavelli, segretario della Repubblica Fiorentina sotto il gonfaloniere perpetuo Piero Soderini, negli ultimi mesi del suo impiego, diretta al commissario della Repubblica in Castiglione del Terziere rispetto ai confini controversi per causa di pascoli sull’Alpe detta Rotaja fra la popolazione di Vinea soggetta alla Repubblica Fiorentina e quella degli abitanti di Forno soggetti ai marchesi di Massa.


Il Sagro dal colle di Nattapiana

Inoltre nell’ “Archivio delle Riformazioni” di Firenze conservasi una relazione fatta da Francesco Vinta al governo toscano in data 8 novembre 1566 per la ripartizione delle spese generali del capitanato di Castiglione del Terziere, di cui Vinea continuava a far parte. In quanto a questioni territoriali del comune di Vinea con quelli del comune di Massa e Carrara, oltre la lettera del Machiavelli del 7 marzo 1512, avvenne altra del 22 maggio 1494 scritta al capitano di Pietrasanta in nome della Repubblica Fiorentina. La parrocchia di S. Andrea a Vinea nel 1845 aveva 475 abitanti.

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