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Giovedì 21 Set 2017
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Santuario de "La Verna"


La chiesa principale

Chi non ha mai sentito parlare de La Verna? Credo pochi, ma noi intendiamo presentarla a quelle poche persone che ancora non la conoscono o che non si sono mai state, anche se facciamo questo in tutta modestia e umiltà, perché si tratta di un posto bellissimo, unico, intriso di misticismo e religione in ogni sua pietra: è il luogo dove San Francesco ricevette le stimmate e dove ha trascorso alcuni periodi della sua breve esistenza. Ma dove si trova questa località e come è raggiungibile? Precisiamo innanzi tutto che La Verna si trova in provincia di Arezzo e precisamente in Casentino: questa non è altro che la prima vallata percorsa dal fiume Arno dopo la sua nascita ed è racchiusa fra il massiccio del Pratomagno e l'Appennino tosco - emiliano ed è stato un luogo abitato fino dai tempi preistorici, fino agli Etruschi ed ai Romani e durante il Medioevo godette di una intensa vitalità con gli avvenimenti che si svolgevano prevalentemente intorno ai suoi numerosi castelli, dei quali ancora oggi ve ne sono alcuni di ben conservati.


Un lato del Santuario

E quando termina il periodo medioevale e la città di Firenze prende il dominio su tutta la vallata ha termine la lunga signoria dei Conti Guidi: di questa dinastia restano ancora oggi vestigia e castelli come quelli di Poppi e di Romena; fra gli episodi più celebri accaduti in questa valle va senz'altro menzionata la celebre battaglia di Campaldino (località che si trova vicino a Poppi) combattuta nel 1289 fra fiorentini ed aretini e conclusasi con la vittoria dei primi: vi prese parte fra le file fiorentine anche Dante Alighieri. Ma torniamo alla nostra mèta e spieghiamo come la si può raggiungere: per chi viene dal nord della Toscana (Prato, Pistoia, Firenze, Lucca) è necessario immettersi sull'autostrada Firenze -Mare (A11), quindi sull'Autostrada del Sole (A1) per uscire al casello di Firenze Sud: qui occorre svoltare a destra seguendo le indicazioni per Bagno a Ripoli, quindi si prosegue sempre sulla strada che transita sul lato orografico sinistro dell'Arno fino a giungere a Rosano e da qui a Pontassieve.


Aldo sul precipizio

Da questa località si seguono le indicazioni per La Consuma Bibbiena: si attraversa il nuovo viadotto sull'Arno e sulla Sieve e arrivati alla statale aretina di svolta a destra per svoltare a sinistra dopo poche centinaia di metri seguendo le indicazioni per il valico della Consuma:si prosegue su questa statale fino ad arrivare al Passo della Consuma, passo che mette in comunicazione il Valdarno fiorentino con il Casentino. Si scende tutta la strada della Consuma (la strada passa sotto le case con un caratteristico arco in località Borgo alla Collina) in direzione di Ponte a Poppi, oltrepassiamo questo paese seguendo i segnali stradali per Bibbiena: qui occorre svoltare a sinistra in direzione del santuario de La Verna che è opportunamente ben indicato; da Bibbiena a La Verna sono circa 30 km. di strada.


Il letto di San Francesco

l paese che incontriamo ai piedi della rupe è Chiusi della Verna (954 m. s.l.m.), frequentata località turistica sviluppatasi in funzione di ospitare i pellegrini diretti al Santuario francescano e dove si trovano ancora i resti del castello del conte Orlando Cattani, colui che donò il sacro monte a San Francesco; La Verna da qui ci appare in tutta la sua maestosa bellezza, rupe meravigliosa o, come cita Dante nella Divina Commedia, "crudo sasso intra Tevere ed Arno". Da Chiusi seguiamo le indicazioni per il santuario dove arriviamo dopo pochi minuti tramite una larga e comoda strada asfaltata che ci porta a 1.129 m. s.l.m. al centro dei rilievi compresi fra le valli dell'Arno e del Tevere e con la rupe che poggia su una vetta calcarea dalle forme singolari, tagliata a picco da tre lati e circondata da una secolare foresta di faggi e abeti. La costruzione del Santuario ha inizio nel 1213 con la donazione del monte a San Francesco d' Assisi da parte del conte Orlando Cattani, signore di Chiusi della Verna.


Antico pozzo

Il primo nucleo conventuale in muratura corrisponde alla foresteria vecchia e alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, sul sito scelto dallo stesso Santo che qui, l 17 settembre 1224, ricevette le Sacre Stimmate come dice anche il sommo poeta:"Nel crudo sasso intra Tevere ed Arno / da Cristo prese l'ultimo sigillo / che le sue membra due anni portarno" (Dante, Paradiso,cap. XV, vv.106-108). Nel 1431 papa Eugenio IV mise La Verna sotto il dominio del Comune di Firenze, il quale la cedette a sua volta ai consoli dell'Arte della Lana: nel 1866, al momento della soppressione degli ordini religiosi seguita all'Unità d'Italia, il Municipio di Firenze ne rivendicò lo "ius patronati" e ne divenne proprietario fino al 1933, anno in cui, a seguito dei Patti Lateranensi, fu restituita ai Frati Minori: è a tutt'oggi sede conventuale, mèta di pellegrinaggi e luogo di preghiera venerato in tutto il mondo.


Veduta del precipizio

All'ingresso del Santuario si apre un piazzale panoramico, detto del Quadrante per la presenza di una meridiana sul lato destro della chiesa: sulla piazza sorge anche una grande croce in legno e una cisterna del XVI secolo che serviva a raccogliere tutte le acque piovane che vi venivano convogliate da tutte le parti del santuario. La Chiesa Maggiore o Basilica, la cui costruzione ebbe inizio nel 1348 per volontà del conte Tarlato di Pietramala e della moglie Giovanna di Santa Fiora (al tempo proprietari del castello di Chiusi), fu poi ripresa nel 1451 e conclusa nel 1509 con l'aiuto dei consoli fiorentini dell'Arte della Lana; il porticato tardo - rinascimentale (1536-38) è in gran parte opera di ricostruzione post - bellica mentre il campanile è del 1486 - 90. L'interno rinascimentale è ad una navata, secondo la tradizione francescana: al primo altare di destra si trova "Madonna col Bambino in trono e i Santi Francesco, Maria Egiziaca, Antonio Abate e Onofrio", terracotta invetriata di Andrea della Robbia, segue la Cappella delle Reliquie, chiusa da una cancellata in ferro battuto, che custodisce, entro due grandi sportelli lignei dorati, numerose reliquie e oggetti usati da San Francesco tra cui un pezzo di lino intriso del suo sangue.


A. Della Robbia Crocifissione
Cappella delle Stimmate

Andando avanti incontriamo, sempre sul lato destro, l' Edicola della Natività dove si trova l' "Adorazione del bambino e angeli con l'Eterno fra cherubini", magnifica terracotta di Andrea della Robbia, poi ancora un'altra piccola terracotta "La Vergine in adorazione" della Manifattura Ginori. Ai lati del presbiterio "S. Antonio Abate" e "San Francesco", terrecotte di Andrea della Robbia; nell' abside coro ligneo del 1495 con fregi e figure ad intarsio opera di Baccio d' Agnolo; nella cappella di sinistra del presbiterio "Ascensione", grandiosa terracotta di Andrea della Robbia, a cui segue una edicola a forma di tempietto sotto la quale è collocata una "Annunciazione" altro capolavoro di Andrea della Robbia. A destra della Basilica si scende alla più antica chiesa de La Verna: Santa Maria degli Angeli, costruita da San Francesco con l'aiuto del conte Orlando nel 1216 - 18, allungata nel 1250 e in seguito ancora modificata.


Romano sul precipizio

L'interno è ad una navata e presenta due altari ai lati: in quello di destra si trova "Cristo nel sepolcro fra i dolenti" terracotta invetriata di Andrea e Giovanni della Robbia, in quello di sinistra "Adorazione del Bambino e i Santi Francesco e Antonio da Padova", terracotta di Andrea e Luca della Robbia. Per uno scalino si accede, poi, nella parte più antica della chiesa, quella edificata da San Francesco e nella quale sostò più volte in preghiera, dove incontriamo un coro ligneo rinascimentale, un bellissimo dossale di terracotta invetriata con l' "Assunta che dona la cintola a San Tommaso fra i Santi Gregorio, Francesco e Bonaventura" di Andrea della Robbia: una lapide posta al centro della parte vecchia della chiesa ricorda che qui è sepolto il conte Orlando Cattani, colui che donò il monte al Santo. Di fronte a Santa Maria degli Angeli si apre l' antico ingresso con un arco impostato sulla roccia: è il punto di arrivo del sentiero che parte dalla Beccia, nei pressi di Chiusi, e dove arrivano coloro che vogliono fare il percorso pedonale.


La rupe della Verna

Il Monastero, nato come eremo, è stato ampliato nel corso dei secoli e si presenta come un massiccio complesso articolato attorno a cinque chiostri: su quello quattrocentesco si affacciano le celle dei frati, ornate sopra le porte di medaglioni (santi e beati francescani) opera di Gerino da Pistoia e altri artisti; nel grande refettorio troviamo "Madonna col cardellino" di Andrea della Robbia e "Ultima cena" di Ferdinando Folchi. A sinistra della Chiesa Maggiore si trova la cappella del conte Checco di Montedoglio, detta anche della Pietà per il soggetto della terracotta che vi ha sede ed eseguita dalla bottega di Girolamo della Robbia, frantumata dai bombardamenti del 1944 ed in seguito ricomposta: da qui si accede al "Corridoio delle Stimmate", lungo porticato costruito nel 1758 - 82 ed ornato di affreschi (episodi della vita di san Francesco) del francescano Emanuele da Como e del fiorentino Baccio Maria Bacci.


Veduta dall'ingresso della chiesa
di Santa Maria degli Angeli

Per questo corridoio ogni giorno dell'anno, alla fatidica ora nona (le odierne ore 15,00), passa la processione dei frati che, intonando canti gregoriani, vanno a pregare nella Cappella delle Stimmate: questa processione è talmente mistica e suggestiva che chi avuto la fortuna di assistervi (come mi è capitato) la porterà sempre nel cuore come un ricordo indimenticabile. Il corridoio introduce anche a luoghi di devozione francescana a metà del porticato, per una stretta porticina, si accede ad una grotta aperta tra grossi macigni sovrapposti disordinatamente, dove si trova, protetto da una griglia in ferro, "Il letto di San Francesco", un letto di pietra dove il Santo riposava. In fondo al corridoio a destra c'è la Cappella Loddi e, oltrepassato il cancello in ferro, a sinistra la Cappella di San Sebastiano e di fronte a questa si scende alla seconda cella di San Francesco.


Sasso Spicco

Si attraversa, poi, un piccolo atrio e si entra nella Cappella delle Stimmate, cuore del Santuario, costruita nel 1263 per volontà del conte Simone da Battifolle nel luogo dove il Santo, il 17 settembre 1224, ricevette le Sacre Stimmate. L'interno è ad una navata con volta a crociera, lungo le pareti coro ligneo intagliato ed intarsiato del 1531, sopra la porta "Madonna col Bambino", tondo di Luca della Robbia, alla parete di fondo "Crocifissione coi Dolenti, Angeli e i Santi Francesco e Girolamo" grande terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Al centro del pavimento, coperta da una teca di vetro, si trova la pietra segnata dal sangue di San Francesco, il punto preciso dove ricevette le stimmate.


San Francesco e il Falcone

Di ritorno dalla seconda cella di san Francesco si scende a destra alla Cappella di San Bonaventura, quindi si risale alla Cappella di Sant'Antonio da Padova e da qui, per uno stretta scala, si va al "Precipizio", piccolo terrazzino affacciato sull'abisso dove si trova la piccola grotta della leggenda di San Francesco e del demonio: si dice, infatti, che il diavolo intendesse gettare il santo nel precipizio ma che la roccia si aprì per permettere a San Francesco di salvarsi rifugiandosi nella piccola cavità creatasi dal nulla. Uscendo a destra dal corridoio delle Stimmate si scende alla prima cella di San Francesco e, quindi, al "Sasso Spicco", enorme masso che appare curiosamente quasi del tutto staccato dal monte e sospeso sopra un antro. Altri luoghi degni di visita sono legati alla bellissima foresta che circonda il santuario,con esemplari di piante di eccezionali dimensioni (come il famoso "Abetone", ora secco ma che ci mostra ancora quali erano le sue dimensioni) fino alla vetta del Monte Penna (m.1283), dalla quale si domina un panorama eccezionale.


Il vecchio ingresso al Santuario

Quello che però nessuno può descrivere è la misticità, la religiosità, la pace, la serenità, che si respirano in questo luogo santo: se ne accorge anche chi venendo qui non è religioso, perché il Santuario rivela la presenza di San Francesco in ogni sua pietra: l' ideale sarebbe quello di effettuare la visita in un giorno feriale, perché così si possono apprezzare fino in fondo la pace e la intima religiosità del luogo.

Numeri utili
Santuario de La Verna
0575 / 5341
0575 / 534211
0575 / 599320


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