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Domenica 17 Dic 2017
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La valle degli Alberghi

 
Panorama sulla valle degli Alberghi

Questo itinerario ha inizio da Biforco, località situata 3 km. a nord di Forno: questo paese è raggiungibile da Massa attraverso la via della Bassa Tambura ed è situato a 212 metri slm; è un borgo adagiato lungo la stretta valle del fiume Frigido, che proprio qui ha la sorgente, nella strada che porta alle cave: cave di marmo ma anche cave di pietrisco e di inerti che stanno distruggendo le colline attorno alla località massese con un incessante via vai di camion che sta causando molti inconvenienti e molto malumore fra la popolazione. Forno ha origini antiche: il suo vecchio nome era Rocca Frigida e la sua nascita era dovuta alla lavorazione del ferro già conosciuta nel XIII secolo ma che terminò nel XVI sec. a causa dell’esaurimento del legname che alimentava i forni di fusione.

 
La fonte nel canale degli Alberghi

Dal XVI sec. in poi gli abitanti vissero soprattutto di pastorizia e di estrazione del marmo, ma, alla fine dell’Ottocento, a Forno il conte Ernesto Lombardo impiantò un cotonificio, la famosa “Filanda”, sfruttando la enorme forza motrice dell’acqua che scaturisce dalla sorgente del Frigido: il cotonificio arrivò a dare lavoro a oltre 500 persone e il paese si ingrandì attorno all’opificio. Purtroppo la fabbrica andò distrutta durante la seconda guerra mondiale quando il paese fu teatro di tristi avvenimenti fra i quali l’eccidio di 75 abitanti da parte delle truppe naziste: la filanda è stata, in parte, recentemente restaurata ed ospita un centro di accoglienza del Parco Regionale delle Alpi Apuane ed un piccolo museo con la storia e alcuni macchinari del cotonificio; sia il centro che il museo sono assolutamente da visitare così come va vista, in fondo ai resti del cotonificio, la sorgente del fiume Frigido che scaturisce da sotto terra con una massa d’acqua impressionante.

 
Un piro sulla lizza della valle degli Alberghi

Proprio davanti alla filanda si trova una guglia rocciosa, il Pizzoacuto o Pizzo del Cotonificio, dalla forma stranissima e inconfondibile, scalato per la prima volta nel 1900 da un cavatore, Grossi detto Braman, che vi lasciò un paiolo sulla vetta. Dopo aver parlato di Forno (per me è doveroso conoscere sempre la storia e le vicende dei paesi dove ci rechiamo) parliamo del percorso per la valle degli Alberghi che ha inizio da Biforco, m. 376, località cui arriviamo 3 km. dopo Forno per la strada marmifera: Biforco prende questo nome dal fatto che qui nasce il Canal Secco dalla confluenza di due canali, il Canal Fondone e il Canal Cerignano. Lasciata l’auto ci inoltriamo a sinistra per il Canal Fondone lungo il sentiero Cai n. 168: dopo poco, sulla destra, si trova la voragine della Cava Romana e ancora più avanti, sempre sulla destra ha inizio la lizza che porta alla valle degli Alberghi che noi imbocchiamo decisamente lungo il sentiero Cai n. 167. La lizza è ben conservata e vi si notano ancora i fori da piro e i piri dove venivano avvolti i cavi che tenevano le lizze durante la loro discesa: ai fianchi della montagna sono evidenti i solchi lasciati dallo strusciare dei cavi nelle zone dove la lizza tende a curvare.

 
La casa degli Alberghi

Dopo poco la valle si allarga e ci appare in tutta la sua bellezza: la valle degli Alberghi è, infatti, un luogo solitario e selvaggio e qui il paesaggio apuano si presenta con uno spettacolo irripetibile. Nel 1860 alcuni imprenditori vi aprirono alcune cave che sono abbandonate da moltissimi anni perché esistevano notevoli difficoltà nel portare il marmo a valle: inoltre gli Alberghi sono circondati da alte montagne e alti valichi e questo ha fatto si che questa restasse una zona quasi incontaminata. Unica presenza umana, oltre ai residui di cava, è la “Casa degli Alberghi”, quota 973, un grosso edificio che dava ricovero ai cavatori ed è situato alle pendici del Monte Contrario (m. 1789): l’edificio va visitato perché è un interessante documento di archeologia del marmo e, inoltre, subito dopo si incontra una vecchia cava dove c’è ancora un piro di marmo, ricordo di quando i piri erano fatti di questo minerale. Subito sotto la cava si trova,dentro il canale, una fonte perenne: il Canale degli Alberghi confluisce, poi, a Biforco nel Canl Fondone e presenta salti di roccia e cascate d’acqua veramente interessanti ma percorsi solo da escursionisti molto esperti con la necessaria attrezzatura.

 
Lungo il sentiero per case Carpano

Visitata la casa degli Alberghi, ritorniamo sui nostri passi e, sempre seguendo il sentiero CAI n. 167, risaliamo una costa erbosa superando dei salti di roccia con alcuni gradini per giungere ai ruderi di Case Carpano, quota 1047, dove si trovano i resti di una cava abbandonata e di alcuni piccoli edifici che fungevano da ricovero ai cavatori. Case Carpano è posto a cavallo tra la Valle degli Alberghi e il Canal Cerignano all’inizio della lunga cresta sud del Monte Contrario ed è in posizione molto panoramica: davanti abbiamo il Contrario (m. 1789) ed il Cavallo (m. 1890) e si vedono tante cime delle Apuane. A questo punto l’itinerario segue a destra il sentiero CAI n. 170 per scendere ai pochi ruderi di Carpano di Sotto: qui dobbiamo prestare molta attenzione perché dobbiamo lasciare il sentiero e scender lungo il crinale per raggiungere la strada marmifera che giunge alla cava di Carpano di Sotto; per arrivare fin qui dobbiamo percorrere un breve tratto non segnalato ed è, pertanto, necessario procedere con estrema cautela. Incontrata la marmifera la percorriamo in discesa fino a Biforco: l’intero percorso richiede circa 5 h di cammino.

 
Nel canal Fondone


Sulla lizza 

 
Il monte Contrario

 
La punta Carina

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