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Lunedì 18 Dic 2017
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La tana di Casteltendine


L'ingresso della tana

Questo itinerario inizia da Vallico di Sopra, paese posto nella vallata delle Turrite Cava in posizione assolata su antichi terrazzamenti: si trova nel comune di Fabbriche di Vallico, unico borgo posto nel fondovalle: per giungervi è necessario percorrere la strada Lodovica, cioè quella strada che si incontra attraversando il Serchio a Ponte a Moriano tramite il ponte "Carlo Alberto dalla Chiesa": dopo il ponte ci dirigiamo a destra verso la Garfagnana, seguendo sempre il fianco orografico destro del fiume della Lucchesia. Dopo aver superato Borgo a Mozzano (con la visione del "Ponte della Maddalena o del diavolo") di alcuni km. si notano sulla sinistra le indicazioni per Fabbriche di Vallico e la valle della Turrite Cava: entrati nella vale troviamo subito una piccola diga che sbarra il corso della Turrite creando un bello e caratteristico lago dalla forma di fiordo; la strada attraversa poi tre gallerie molto strette e buie di cui una in curva molto pericolosa per cui è necessario prestare molta attenzione.


I muli al lavoro

Passate le gallerie la strada prosegue sempre lungo il fianco orografico sinistro del torrente costeggiando alcune cartiere fino a pervenire, dopo 7 km. all'unico paese situato nel fondovalle, Fabbriche di Vallico(m. 349 slm): il paese deve il nome alla lavorazione del ferro impiantata nel 1300 da fabbri provenenti dal bergamasco e dal bresciano, lavorazione che ha dato origine a una fiorente produzione di chiodi e attrezzi vari capace di creare benessere a diverse famiglie come quella dei Marchesi Ponticelli e quella dei Conti Carli i cui bei rispettivi palazzi ancora oggi fronteggiano il caratteristico ponte che attraversa la Turrite mettendo in comunicazione Fabbriche con la sua frazione di Calandi. Proprio prima di entrare nel paese dobbiamo svoltare seccamente a destra per una stretta strada seguendo le indicazioni stradali per Vallico di Sotto (m. 490 slm) e Vallico di Sopra (m. 652 slm), di cui il primo si incontra dopo 2,5 km. ed era una antica rocca fortificata mentre il secondo si incontra dopo 4,5 km. ed è posto su antichi terrazzamenti.


Le scoscese pareti del monte Penna

Subito dopo aver passato quest'ultimo borgo incontriamo in mezzo ai castagneti la romanica chiesa di San Michele: qui la strada svolta a sinistra e la percorriamo per circa 1 km. fino a giungere in località La Scaletta (m. 701) dove notiamo, sulla destra di un ampio tornante, i segnali bianco-rossi che ci indicano l'inizio del sentiero per la tana di Casteltendine; parcheggiamo l'autovettura perché c'è molto spazio disponibile. Ci avviamo sulla destra lungo il sentiero e subito incontriamo una sbarra che impedisce a tre muli, che alloggiano sempre qui all'aperto, di andare sulla strada: passiamo la sbarra e, dopo averla opportunamente richiusa, ci dirigiamo, prestando attenzione a non calpestare i "ricordi" di questi simpatici animali disseminati in grande quantità lungo il percorso, verso la Tana costeggiando gli scoscesi fianchi meridionali del Monte Penna (m. 989).


Muli sul sentiero per la tana

Il sentiero non è segnato molto bene, anche se si tratta del sentiero CAI n. 136, ma è di facile percorrenza e ci porta in circa 40 minuti alla base della parete dove si trova la Tana di Casteltendine dalla quale prorompe con un bello scroscio e con fragore un torrente che va poi a precipitare con una cascata nel fondovalle per terminare poi il suo corso nella Turrite Cava: da qui un sentierino abbastanza scosceso ci porta in pochi minuti all'ingresso della grotta posta a m. 750. La Tana si presenta con un'ampia apertura davanti alla quale sono antichi terrazzamenti: è nota fin dall'antichità e gli scavi che vi sono stati condotti attestano che è stata abitata fin dalla Preistoria, poi dai Liguri, dagli Apuani e anche dagli Etruschi, tanto che vi sono stati rinvenuti dei bronzetti ermafroditi che fanno pensare che l'antro fosse un luogo di culto. L'ingresso della grotta è ampio ma si restringe via via che si procede al suo interno per cui è necessario portare una torcia elettrica e avanzare fin tanto che sia possibile magari muniti anche di un paio di stivali di gomma: visitata la Tana si può tornare alla strada dove abbiamo parcheggiato l'auto impiegando sempre una quarantina di minuti, per cui l'escursione richiede circa 2 h. di tempo.


Valico di San Luigi

Rimontati sull'autovettura continuiamo a destra in salita dirigendoci verso l'alpeggio di San Luigi, quota 870, con solo un breve tratto di strada sterrata da superare: San Luigi è un insediamento pastorale ancora attivo (ho personalmente accompagnato un giovane pastore con il suo gregge di capre fino alla vetta del Palodina) posto fra il Monte Penna (m. 989) e il Monte Palodina (m. 1170) ed è attraversato da una antica mulattiera che mette in comunicazione Vallico di Sopra con Verni nella valle della Turrite di Gallicano e prende il nome da un caratteristico chiesino romanico che ora, purtroppo, sta andando in rovina ed è impietosamente usato come rimessa (sarebbe auspicabile ripristinarne l'uso religioso). Parcheggiata l'auto prendiamo, sulla sinistra, il sentiero CAI n. 136 che si inerpica sul fianco ovest del Paladina e ci fa giungere in circa 45 minuti alla Foce del Palodina (m. 1084): da qui andiamo a destra e in 15 minuti, procedendo a vista dato che il sentiero non è segnato, alla vetta del monte; è trascorsa 1 h. dalla partenza dal valico di San Luigi.


Simone nella tana

Il Monte Palodina costituisce una splendida terrazza panoramica sulla Garfagnana e sulle Apuane, segnatamente sulle Panie e sul Forato, ed aveva un tempo una croce di legno a segnalarne il punto più alto: il panorama ci ripaga della fatica impiegata a giungere fin qui. Il percorso di ritorno verso la foce di San Luigi anziché effettuarlo per l'itinerario fatto all'andata, è preferibile compierlo scendendo il versante est del monte lungo un sentiero che procede fuori dal bosco: non è segnato ma è molto evidente anche perché il valico di San Luigi ci appare sempre bene in vista e quando poi entra nel bosco non c'è verso di sbagliare in quanto esiste solo quello. Arriviamo quindi a raggiungere l'antica mulattiera che mette in comunicazione San Luigi con Verni: giriamo decisamente a destra e torniamo a San Luigi impiegano circa 45 minuti. Possiamo, pertanto, dire che i due itinerari, Tana di Casteltendine e Monte Paladina, possono essere effettuati con un tempo totale di 5 h.: vorrei aggiungere che questo itinerario può essere seguito bene acquistando il libro "Apuane Segrete" di Fiorenzo Lapi e Marco Ramacciotti edizioni Il Labirinto, una vera bibbia sulle Apuane meridionali, acquistabile come sempre dai miei amici Diva e Roberto Marotta della Libreria "Stella Alpina" di Via Corridoni a Firenze il massimo per chi ama la montagna.

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