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Lunedì 24 Apr 2017
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Salita invernale della Tambura


L'autore sulla vetta

Finalmente il venerdì è arrivato e con esso inizia un weekend di riposo sulle Apuane. Saliamo dal versante di Vagli ed è quasi mezzanotte quando giungiamo all'imbocco della strada che conduce alla cava della Focolaccia. Qui la neve è rimasta in abbondanza. Tentiamo di salire ma dopo un centinaio di metri rimaniamo piantati. Decidiamo così di montare le catene e riusciamo a percorrerla fino a quasi la galleria dove lasciamo la macchina. Rapidi a cambiarsi (fa freddo) ci carichiamo gli zaini in spalla ed iniziamo la lenta marcia di avvicinamento. La salita al bivacco Aronte è abbastanza agevole anche se in qualche punto la neve è cedevole.


Il leader al bivacco Aronte

Ci arriviamo verso le 1:30 e prima di coricarci ci rinfranchiamo lo stomaco con dell'ottimo the caldo. Al mattino seguente la sveglia è un po' faticosa ed è veramente con uno sforzo sovrumano che sfuggiamo al caldo abbraccio del sacco a pelo. Fuori ci attende una giornata fantastica di sole col giusto clima e la neve compatta. Calziamo i ramponi e cominciamo a salire per il crinale gettando lo sguardo sulla sottostante Carcaraia e sul Mar Tirreno. Di fotografia in fotografia, dopo un'oretta di piacevole escursione, giungiamo sulla vetta della Tambura. E' per noi la prima volta e il panorama è di una bellezza tale da mozzare il fiato. Vediamo il Pisanino risplendere al riverbero del sole e il candore della neve non fa altro che accentuarne la bellezza. D'altro canto stiamo parlando della cima più alta delle Apuane….. Ma anche la Roccandagia il Cavallo e il Pizzo Maggiore danno il meglio di se. Durante la discesa al bivacco notiamo un buco con una discreta circolazione d'aria. Da buoni speleologi la tentazione di entrare ed esplorare è tremendamente grande. Proviamo a gettare un sasso nella fenditura per calcolarne la profondità ma dalla nostra posizione non riusciamo a centrare bene il buco.


Il Monte Cavallo dal bivacco Aronte

La curiosità di scendere il primo saltino è tanta ma il fatto di non avere dietro la giusta attrezzatura ci fa desistere dai nostri intenti bellicosi. Giungiamo all'Aronte che è ancora presto e sinceramente l'idea di passare un'altra notte al freddo e con poca acqua a disposizione ci fa prendere in considerazione l'ipotesi di spostarsi. Nasce così l'idea cambiare zona per andare a fare la ferrata del Forato e del Procinto. Il bivacco Aronte (il più antico delle Apuane) è una costruzione in muratura, dotato di una stufa a legna ha 6 posti letto. Si raggiunge agevolmente percorrendo la strada di cava. Molto accogliente e ben tenuto nonostante la presenza di rifiuti lasciati di recente. Il vero amante della montagna sa benissimo che i rifiuti vanno riportati a valle e che l'unica traccia del nostro passaggio devono essere i passi impressi nella terreno.


Il Pisanino


Il Ieader sulla Tambura


La Punta carina al tramonto dal bivacco Aronte


Il Passo della Focolaccia dal bivacco Aronte

 

 

 

 

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