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Giovedì 17 Ago 2017
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Monte Sasso Tignoso


La vetta

L’itinerario qui proposto è abbastanza corto (solamente 1h30 di cammino tra andata e ritorno) ma il Sasso Tignoso (m. 1492) è un monte talmente particolare che vale sinceramente la pena di essere visitato: per pervenire al posto dove lasciare l’autovettura bisogna recarsi al paese di Sant’Anna Pelago situato sulla strada che da Pievepelago porta al Passo delle Radici. Dopo aver percorso circa 2 km. da S.Anna in direzione del Passo delle Radici dobbiamo svoltare a destra per una strada asfaltata e se prestiamo un po’ di attenzione possiamo vedere un cartello che ci indica la nostra mèta: si percorre un tratto di questa strada superando l’Oratorio di San Giovannone e quando giungiamo ad un bivio presso una cascina e la strada diviene sterrata dobbiamo prendere la sterrata di sinistra e, appena entrati nel bosco, lasciare l’auto con la visione del Sasso davanti a noi.


Panorama

La strada sulla quale parcheggiamo non è una strada qualunque, ma è una vecchia strada lastricata in pietra che risale addirittura al Settecento in quanto si tratta della famosa “Via Vandelli”, che il Duca Ercole Rinaldo d’Este fece costruire per mettere in comunicazione Modena con Massa e la cui storia ho descritto in un altro itinerario (vedi Via Vandelli). Dunque parcheggiata l’auto ci rechiamo verso il Sasso Tignoso, che ci appare bene in vista, seguendo il sentiero n. 565 del CAI di Modena: la salita non è particolarmente impegnativa ma il colore e la forma delle rocce ci spronano ad arrivare in fretta.


Rocce laviche su Sasso Tignoso

Dalla vetta si ha una visione meravigliosa di tutto l’appennino modenese, appennino reggiano, della Pianura Padana e, se ha un po’ di fortuna e il cielo è terso e sereno, perfino delle Alpi, anche se l’immagine più chiara e più bella è quella della meravigliosa ed incomparabile Pietra di Bismantova, anche questa descritta in un altro itinerario (vedi Pietra di Bismantova). Come già detto il monte Sasso Tignoso ha una aspetto caratteristico che ne giustifica il nome e nonostante la sua modesta altezza, in ragione della sua felice posizione geografica, domina sulle più alte ma tondeggianti vette circostanti: l’aspetto e il colore delle rocce che formano questo monte è dovuto al fatto che si tratta di roccia effusiva (di origine vulcanica) consolidatasi in superficie sotto forma di lava.


Altra immagine della vetta

L’aspetto esteriore è molto caratteristico ed appariscente con un colore predominante che è il grigio-verde con possibilità di variazione al rosso-vinoso a causa di fenomeni di ossidazione. Gli agenti atmosferici hanno inciso la massa rocciosa dando origine a pinnacoli e torri e la sua particolare natura geologica fa si che la flora presente sia del tutto particolare non rinvenibile in altri terreni: genziane, ranuncoli, primule montane, orchidee rosse e gialle e doronici cordati. Si tratta quindi di un monte di origine vulcanica,uno dei pochi se non l’unico di tutto l’Appennino, dalla forma particolare e vista, la brevità del percorso, va sicuramente visitato.

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