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Lunedì 22 Mag 2017
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Da Orto di Donna a Colonnata


Cari Amici, l’itinerario di seguito descritto è un viaggio un po’ insolito in una zone delle Apuane non più molto battuta, che conserva fortemente il fascino delle nostre amate montagne in un ambiente severo e isolato, a sicuro vantaggio delle emozioni che può far scaturire dentro ognuno di noi. Non fare il solito itinerario ad anello ma spostarsi con le proprie gambe tra due località, vicine in linea d’aria ma appartenenti a realtà geografiche molto diverse, aiuta a comprendere come doveva essere la vita di un tempo, quando spostarsi non era solo un “tempo morto” come capita di definirlo oggi nella vita quotidiana. Ebbene, collegare a piedi punti della cartina tra i quali non esistono strade dirette personalmente mi fa provare un forte senso di libertà, mi aiuta a sentirmi meno schiavo del progresso e ad immaginare le sensazioni di quando si viveva senza le automobili, i treni e gli aerei. Passiamo all’itinerario: la partenza avviene dalla località Orto di Donna, in prossimità dell’ex rifugio Donegani. Di qui si segue la strada asfaltata che conduce alle sovrastanti cave n. 2 e 27.

Oltrepassata sulla destra una sbarra di metallo (chiusa nei weekend) si prosegue fino nel cuore della prima cava, dove la strada diventa sterrata e si seguono le chiare indicazioni generalmente riportate su blocchi di marmo, che conducono all’incantevole Foce di Giovo ( mt. 1.500, 45 min.-1 ora). Lasciato sulla destra il segnavia 181 che conduce a foce Siggioli si scende in direzione di Vinca verso le Capanne di Giovo antico alpeggio di cui oramai non restano che alcuni ruderi. Poco prima delle capanne si prende il bivio a sinistra (segnavia n. 37) che passa sotto la splendida Cresta Garnerone attraversando in leggera discesa tra prati ed alberi sparsi. Nella stagione giusta è possibile approfittare delle numerose piante di lamponi che crescono rigogliose in questo angolo di Apuane. Poco dopo essere entrati nel fitto del bosco di abeti si incontra la Capanna Garnerone (mt. 1.260), bivacco chiuso le cui chiavi sono disponibili presso il CAI di Carrara. Qui è possibile riempire la borraccia e fare uno spuntino, gustando a pieno la pace ed il silenzio di questi boschi. Dalla Capanna si prosegue per Foce Rasori (mt. 1.318) dalla quale si gode un ottima vista sul Monte Grondilice, la Punta Questa ed il Canal Fondone.

Il bosco finisce d’improvviso su un pendio molto ripido, un vero angolo di paradiso per gli amanti delle Apuane. Di qui si taglia decisamente a destra seguendo sempre il sentiero n. 37 fino alla foce di Navola (mt. 1295, ottimo punto panoramico), dove si lascia questo segnavia a favore del n. 38 fino alla foce di Vinca (mt. 1.333). Dalla foce si scende bruscamente passando sotto il versante Est del Monte Sagro, sul quale permangono evidenti segni di una passata attività estrattiva. Incontriamo scendendo due edifici oramai in stato di totale abbandono, uno denominato “il Riccio” e l’altro “la Casa dei Pisani”. Il sentiero non presenta difficoltà particolari se non un po’ di saliscendi, ma il silenzio e la sensazione di isolamento sono impagabili. Questa valle sembra abbandonata da molti anni, ma si percepiscono ancora gli echi delle persone che vi vivevano e lavoravano in passato. Le sponde terrazzate dei monti riportano ad antichi orti dai quali si ricavava di che vivere, casette lontane che conservano ancora un po’ del tocco della donna che vi abitava, aspettando il marito impegnato alle cave.

Lo so, forse io sogno un po’ troppo, ma la storia di quelle persone fa oramai parte di questi luoghi, così come le ferite che purtroppo hanno lasciato quale triste testimonianza. Ebbene, dalla Casa dei Pisani si scende fino alla Foce Luccica (mt. 1.029), dalla quale si gode un ottimo panorama sul mare. Scendendo si cammina ai bordi di uno splendido bosco di castagni secolari fino alle Case del Vergheto (mt. 837), alpeggio incantevole oggi in parte in parte ristrutturato. Sempre in discesa e sul sentiero n. 38 si penetra poi nel fitto del bosco ed in breve (circa 45 min. da Foce Luccica) fino all’abitato di Colonnata, nostra meta finale. Come avrete intuito questo è un itinerario che comunica forti sensazioni. Vi auguro quindi di divertirvi e anche di poterle condividere con un buon amico come successo a me l’ultima volta che l’ho percorso. E’ bello viaggiare con una persona con la quale non servono parole per descrivere ciò che vedi, perché si percepiscono le emozioni allo stesso modo. Ed è curioso come proprio in un sentiero, dove in genere si cammina uno davanti e l’altro dietro, ci si senta così affianco. Approfitto di queste righe per mandargli i miei saluti. Ciao.

 

Punto di Partenza: Rifugio Donegani (mt. 1.150)
Punto di Arrivo: Paese di Colonnata (mt. 532)
Dislivello: circa mt. 600 in salita e circa mt. 1.200 in discesa
Tempo di percorrenza 5-6 ore a seconda del passo.

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