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Lunedì 18 Dic 2017
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Il monte Spazzavento


La vetta con il Mausoleo

Il Monte Spazzavento (m. 531 slm), detto anche Monte Le Coste, si trova nell'Appennino Pratese in posizione panoramica tra la città di Prato e la Val Bisenzio: è famoso soprattutto perché sulla sua vetta si trova il Mausoleo che contiene le spoglie del famoso scrittore Curzio Malaparte. Curzio Malaparte - Erwin Suckert, padre di Curzio, arriva a Prato nel 1892 e viene assunto al Fabbricone dove applica il suo nuovo sistema di tintura: dal suo matrimonio con Edda Pirelli nascono sette figli (due muoiono in tenera età), Curzio (il cui vero nome è Kurt Erch Suckert) il terzogenito, nasce il 9 giugno 1898. Da piccolo viene mandato a balia presso una povera famiglia che abita fuori Prato (è la famiglia di Milziade Baldi detto Merziade): nel 1906 la famiglia Suckert si trasferisce in Piemonte e successivamente, nel 1910, a Milano e a Carate Brianza. Nel 1911 Kurt torna a Prato da solo per frequentare come esterno il Collegio Cicognini al quale la famiglia lo ha iscritto: sarà ospite ancora una volta della famiglia Baldi e dell'avvocato Perini.


Il cippo indicatore

Non si trova molto a suo agio nel nuovo ambiente ma riesce bene negli studi tanto da destare l'ammirazione degli insegnanti: dopo essersi arruolato nella Legione Garibaldina combatte in Francia e nel 1915, quando l'Italia entra in guerra contro l'Austria, si arruola come volontario (aveva solo 17 anni). Terminata la guerra si reca a Varsavia come addetto del ministro Tommasini e comincia a collaborare con alcune testate giornalistiche: stringe amicizia con Pietro Godetti, si dimette dal Partito Repubblicano al quale era iscritto e aderisce al Partito Fascista. Partecipa alla marcia su Roma e nel 1923 diviene segretario della federazione fiorentina dei sindacati fascisti e amministratore della casa editrice "La Voce"; nel 1925 muta il suo nome nello pseudonimo di Curzio Malaparte, nome ricavato da un pamphlet pubblicato a Torino dal titolo "I Malaparte e i Bonaparte". Lavora per vari giornali fra cui "Il Mattino" di Napoli e "La Stampa" di Torino e dopo un soggiorno in Francia il 7 ottobre 1933 viene espulso dal partito fascista a causa del suo carattere individualista ed istrionico e viene condannato all'esilio sull'isola di Lipari per avere svolto attività antifasciste all'estero (la pena gli viene poi ridotta grazie all'intervento di Galeazzo Ciano, genero del Duce).


Altra immagine del Mausoleo sulla vetta

Nel 1938 acquista la Punta Masullo a Capri e qui trascorrerà i più bei momenti di mondanità ed attività artistica: l'anno successivo inizia a girare prima l'Etiopia e poi tutta l'Africa come inviato speciale del "Corriere della Sera". I suoi articoli hanno grande successo perché sereni, obiettivi e senza retorica. Durante il secondo conflitto mondiale sarà corrispondente di guerra con il grado di Capitano degli alpini sui fronti francese, russo e finlandese. Nel 1943, alla caduta del fascismo, viene prima arrestato e poi arruolato nel ricostruito esercito italiano come ufficiale di collegamento fra le truppe alleate e il Corpo Italiano di Liberazione: prende parte alla battaglia di Montecassino: in questo periodo esce a Napoli il suo primo romanzo "Kaputt", un lungo e crudele viaggio di quattro anni attraverso l'Europa e attraverso la guerra. Dopo il successo di "Kaputt" nel 1949 segue quello de "La pelle" nel quale descrive Napoli durante lo sbarco degli alleati. Si reca poi a Parigi e qui diviene un affascinante conversatore, uomo di successo e conquistatore di cuori femminili: pubblica altri racconti "Il Cristo Proibito", "Ballo al Cremino", "Il battibecco"; dopo essere stato membro della giuria al Festival di Cannes decide di realizzare un film tratto dal suo romanzo "Il Cristo proibito", film del quale è regista, sceneggiatore, soggettista e compositore delle musiche.


Lungo il sentiero

Nel 1952 riprende il suo antico lavoro di inviato speciale in vari paesi europei e in America latina: nel 1954 mette in scena per il Maggio Musicale Fiorentino "La fanciulla del West", poi presenta al Festival Internazionale del teatro di Venezia la commedia in tre atti "Anche le donne hanno fatto la guerra"; la passione per il teatro continua ma nel 1956 esce il suo ultimo romanzo "Maledetti Toscani". Nel 1957 ritorna a fare l'inviato speciale e si reca prima in Russia e poi in Cina: ma parte ammalato ed è costretto a tornare anzitempo in Italia; viene ricoverato in ospedale e il 19 luglio 1957, alle ore 15:48, si spegne nella Clinica Sanatrix di Roma. La descrizione della vita e degli scritti di Curzio Malaparte è stata doverosa: è inutile andare in cima ad una montagna, trovare un mausoleo che contiene le spoglie di un personaggio conoscendo poco o niente di lui, per cui l'itinerario per il Monte Spazzavento (detto anche Le Coste) non è solo una escursione come tante ma anche l'incontro con la tomba di una persona tanto famosa. Per tornare al percorso dirò che l'itinerario ha inizio dal piccolo borgo di Cerreto: questo paese, posto a 350 m. slm, era una delle 48 ville del contado pratese e lo si trova facendo una piccola deviazione a destra quando siamo sulla strada che da Figline di Prato conduce a Schignano (per arrivare a Figline seguire indicazioni stradali per Galceti e la Via Bolognese fino a che non si vede il cartello per Figline-Schignano).


Il mausoleo di Malaparte

Si segue questa strada per circa 1 km., si oltrepassa la piccola chiesa dedicata a San Michele (già esistente nel 1119)e si lascia l'auto proprio al termine della strada stessa dove si trova anche un cartello (piuttosto vecchio e scolorito) che ci indica la via per la Tomba di Curzio Malaparte. Il sentiero corre su una erta strada sterrata ma non ci sono segnali di alcun genere anche se per proseguire basta mantenersi su questa strada stessa fino a che, dopo circa 15/20 minuti non si arriva alla sella del Pratale (400 m. ) ove fra prati e cipressi si incontra il sentiero n. 10 che proviene dal Monte Javello: qui si trova un piccolo cippo che ci indica il percorso ed un cartello che spiega come questo sia chiamato il sentiero di Malaparte proprio perché da qui si arriva alla sua tomba. Andiamo ora decisamente a destra seguendo il sentiero (per altro segnalato assai male con segni di vernice vecchi di chissà quanti anni!): il bosco è scarno e non troppo bello(alcuni pini piuttosto malridotti e bosco ceduo) ma via via che si sale lungo il crinale il panorama diviene sempre più ampio fino a spaziare sulla Val di Bisenzio con Vaiano in primo piano. Il monte è brullo, pietroso e la vegetazione è molto scarsa: camminando arriviamo sulla vetta dello Spazzavento, noto su tutte le carte geografiche come Monte Le Coste (m. 531), anche se noi preferiamo chiamarlo con il nome con il quale lo indicava Malaparte (è trascorsa circa 1h. da quando abbiamo iniziato il percorso). Il Mausoleo ci appare protetto dai venti freddi del nord da un muretto ed è preceduto da una breve scalinata: la tomba consiste in un grosso sarcofago di pietra locale che reca incisi il nome Curzio Malaparte e l'anno della sua nascita (1898) e della sua morte (1957). Il Mausoleo è stato costruito nel 1961 per onorare la volontà dello scrittore che a suo tempo aveva detto "…e vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano" e proprio queste parole sono incise sul monumento funebre insieme ad un'altra espressione dello scrittore ". . io sono pratese, sono orgoglioso di essere pratese e non vorrei essere nato se non fossi stato pratese…". La cima dello Spazzavento è a strapiombo sulla Val Bisenzio e proprio ai suoi piedi passa la ferrovia direttissima Firenze - Bologna: il panorama è vastissimo e spazia dalla Val Bisenzio ai monti della Calvana e alla città di Prato, città dalla quale la vetta si presenta con un caratteristico profilo aguzzo che impressionò anche Malaparte. La zona della vetta è arida, pietrosa, sottoposta al freddo vento di tramontana, ma ha un fascino particolare per la presenza del Mausoleo: dopo aver ammirato il panorama possiamo intraprendere il percorso inverso che ci riporta in circa 1 h. a Cerreto per un itinerario totale di 2 h.

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