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Venerdì 24 Mar 2017
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La ferrata di Foce Siggioli


Inizio della ferrata di Foce Siggioli

L’escursione, riservata solo agli escursionisti più esperti e per affrontare la quale è necessario munirsi della solita attrezzatura da ferrata (imbracatura, cordino, dissipatore, moschettoni, casco), ha inizio dalle Cave del Cantonaccio, quota 904, cui si giunge da Ugliancaldo. Questo è un piccolo paese situato in una felice posizione panoramica a 743 m. slm ed è stato interamente ricostruito nel secolo scorso dopo che un violento terremoto lo aveva raso al suolo insieme al sottostante Uglianfreddo, situato nel fondovalle in posizione poco assolata:dei due paesi solo Ugliancaldo, grazie alla sua felice posizione geografica, venne ricostruito. Qui si può pervenire sia dalla Lunigiana che dalla Garfagnana traversando la galleria che porta a Minucciano e girando a sinistra prima del paese: giunti a Ugliancaldo si seguono le indicazioni per le cave del Cantonaccio imboccando la marmifera che si dirige verso il solco di Equi che si percorre per alcuni km fino ad arrivare ad una sbarra, quota 820, che impedisce l’accesso.


Sulla ferrata di Foce Siggioli

Qui lasciamo la nostra auto e risaliamo la marmifera per un lungo tratto fino ad arrivare ad un vecchio edificio, la Casa dei vecchi macchinari, situato di fonte alla impressionante parete nord del Pizzo d’Uccello (m. 1781), nei pressi di un luogo chiamato "Cantoni di neve vecchia", in quanto, a causa della scarsissima esposizione solare, la neve vi dimora quasi fino all’inizio dell’estate. A questo punto seguiamo il sentiero CAI n. 187 che va a traversare un fosso, risale nel bosco e va di nuovo ad attraversare un fosso conducendo, infine, a quota 1000 alla base della cresta rocciosa che conduce a Foce Siggioli tramite via ferrata. Questa ferrata, allestita nel 1971 dal CAI di Pisa e dedicata a Brunello Tordini e Pier Luigi Galligani (alpinisti pisani periti in montagna) conduce a quota 1390: iniziata si supera subito una rapido salto dove è posta la targa in memoria dei due alpinisti scomparsi.


La parete nord del Pizzo d'Uccello

Si superano successivamente una bastionata, aiutati da alcuni gradini intagliati nella roccia, e il caratteristico "Naso", roccione da cui ha inizio la cresta più affilata. Dopo una ripida parete si arriva al "Belvedere", splendida terrazza panoramica sulla parete nord del Pizzo e, quindi, si affronta il lungo crinale affilato che porta a Foce Siggioli, quota 1390, sulla Cresta di Capradossa: per effettuare la ferrata abbiamo impiegato circa 1h30. Qui ci fermiamo ad ammirare un panorama che più incantevole non si può, con la Val Serenaia e le cime che la circondano, il solco di Equi, la Lunigiana e la meravigliosa parete nord del Pizzo: valeva sicuramente la pena aver affrontato una ferrata con un dislivello di 400 m. per poter ammirare un simile spettacolo! A questo punto si prende a sinistra lungo la cresta di Capradossa per il sentiero CAI n. 181 prestando un po’ di attenzione perché si cammina lungo il filo di cresta.


Il Pizzo d'Uccello dal Poggio Baldozzana

Superiamo il Poggio Baldozzana, con splendida visione sul Pisanino e sul Pizzo, e scendiamo per splendidi prati fino ai ruderi della "Casa del pastore" dove incontriamo un faggio veramente imponente che credo essere il più grande di tutte le Apuane. Qui è opportuno prestare molta attenzione perché dobbiamo lasciare il sentiero CAI n. 181 e prendere il 192: il sentiero è segnato molto male e l’erba alta e le felci impediscono di vedere i pochi segni rossi, per cui è opportuno dimostrare la massima cautela e cercare le tracce con molta pazienza. Individuati i segnali percorriamo in rapida discesa il sentiero che entra nel bosco per sbucare dopo un lungo percorso sulla marmifera proveniente da Ugliancaldo poco prima della sbarra dove abbiamo lasciato l’auto; l’intero percorso richiede circa 6h di cammino.

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