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Venerdì 26 Mag 2017
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Il Castello di Virgoletta

Da Villafranca sulla strada provinciale per Licciana nardi, dopo aver percorso un chilometro, sulla sinistra un bivio indica Virgoletta. Il paese si raggiunge in pochi minuti, ad un ulteriore bivio, la strada di sinistra conduce a Bagnone, quella di destra si inerpica e sale nel borgo di Virgoletta. Ancora oggi il borgo di Virgoletta, sviluppatosi in età medievale su un'unica via centrale e circondato da un alto muro di cinta, quasi completamente inglobato nelle abitazioni, si presenta come una fortezza in miniatura e conserva imponenti tracce di torri, mura e fortificazioni perimetrali. Pregevoli portali e finestre in pietra arenaria decorano gli edifici sull'unico percorso centrale che, dalla porta conduce ad una costruzione massiccia, il castello.

Il castello, trasformato in palazzo residenziale, domina il tessuto urbano con la sua imponente mole. Il poderoso mastio quadrangolare, edificato probabilmente tra l'XI e il XII secolo, costituisce la parte più antica del castello. La corte interna presenta un elegante loggiato superiore coperto da volte a crociera con doppio scalone di accesso. Come quello di Malgrate, Virgoletta era una fortificazione a difesa della valle del Bagnone, sul lato sinistro del torrente e a protezione del Castello di Castiglione del Terziere, sul lato ovest del territorio. Quando, nel 1266, il feudo Malaspiniano venne ulteriormente smembrato, Villafranca divenne la capitale di uno dei tre feudi che si costituirono.

Comprendeva, tra i suoi territori, oltre che Virgoletta, anche i castelli di Tresana, Castevoli e Lusuolo e nel corso dei cento anni successivi si ingrandì ulteriormente fino a quando, nel 1355 la divisione tra i fratelli Federico II e Azzone Malaspina portò alla nascita dei due feudi distinti di Villafranca e Lusuolo. Il XV secolo vide il castello di Villafranca al centro di numerosi interessi strategici e passare sotto il dominio della famiglia genovese dei Campofregoso alla quale fu strappato dagli Sforza che portarono il feudo sotto il controllo di Milano. Virgoletta subisce le conseguenze di Villafranca.

Nel 1547 si verificò l'ennesima divisione all'interno dei Malaspina nei due rami di Castevoli e di Virgoletta, ma l'introduzione del principio di primogenitura e di indivisibilità del possesso di Villafranca fece sì che le due famiglie ne avessero diritto al governo in anni alterni. Iniziò così un periodo di relativa tranquillità e prosperità. Nella Chiesa dedicata ai SS. Gervasio e Protasio, in Virgoletta, si può ammirare un pregevole altare rinascimentale in marmo statuario e una raccolta di reliquiari lignei decorati con lamine argentee contenenti i Corpi Santi, la cui festa ricorre la seconda domenica di maggio.

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